Nel giorno principale della manifestazione (sempre di domenica), passando da una "bancarella" all'altra (così vengono chiamate le varie strutture realizzate) si può assistere alla messa in scena di mestieri, scomparsi o ridotti al lumicino, e di momenti di vita quotidiana del passato come u picuraru che munge le pecore rinchiuse nei recinti per poi trasformare il latte in latticini; u scarparu che cuce e ripara vecchie scarpe; u furgiaru che sostituisce i ferri negli zoccoli dei cavalli; u furnaru che impasta la farina e inforna il pane; u mulinaru che macina il frumento; un gruppo di donne che, raccolte in un cortile, lavorano all’uncinetto; il cantastorie che nel giorno di festa allieta la serata di chi finalmente può godersi un po' di riposo.
Passando da una “bancarella” all'altra si ha l'impressione di trovarsi all'interno di un grande museo etnoantropologico ma, a differenza di questi, qui ogni cosa si anima, acquista un senso, un nome, una espressione dialettale che è ben diversa dal semplice nome che potrebbe essere riportato su un'etichetta didascalica o su un testo, perché esce direttamente dalla bocca di chi ha da sempre parlato quel dialetto, utilizzato quel termine, quindi armoniosa, piena di vitalità. Occasione, dunque, per trasmettere alle nuove generazioni vecchie espressioni dialettali, modi di dire, usi, costumi che appartengono alla memoria.
A tutto questo si unisce anche la possibilità di riscoprire odori e sapori legati alla tradizione culinaria. Sempre nelle varie "bancarelle", infatti, si possono degustare prodotti tipici appena realizzati come: a scacciata, pane caldo condito con olio, formaggio e pepe; i cudduruna, pasta appena lievitata fritta e ricoperta di zucchero; a tuma, formaggio fresco appena preparato; la ricotta con il siero; u sfuagghiu, dolce tipico polizzano a base di tuma.
A tutti gli amanti della buona cucina, però, si consiglia di raggiungere uno dei numerosi centri agrituristici e ristoranti del luogo, dove si potrà gustare un ottimo pasto completo.
Nel pomeriggio le vie principali della cittadina divengono
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