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Polizzi Generosa - Sagra delle nocciole

TRADIZIONI, SAGRE ED EVENTI

POLIZZI GENEROSA

Sagra delle nocciole: un viaggio nel mondo
agropastorale di inizio Novecento

© Testo e foto: Vincenzo Anselmo




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Aerea, "sospesa" tra il cielo e la terra, nel bel mezzo della valle dell'Imera Settentrionale, la cittadina di Polizzi, insignita nel 1234, da Federico II, per la sua tradizionale ospitalità, del titolo di "generosa", oggi parte integrante del suo nome, da circa mezzo secolo organizza, nel mese di agosto, una ricca e suggestiva sagra dedicata alle nocciole, frutto prodotto in una vasta area sita a nord del delizioso centro abitato e a valle delle vette più alti delle Madonie, custodi di paesaggi alpestri e rarità botaniche come l'endemico Abete delle Madonie (Abies nebrodensis).
La coltivazione delle nocciole ha rappresentato, per buona parte delle famiglie polizzane, almeno sino agli anni '60 del Novecento, la principale fonte di reddito a tal punto da condizionare, positivamente o negativamente, a secondo dell'andamento del raccolto, la vita socio - economica dell'intera cittadina.
Tale frutto ancora oggi continua ad essere coltivato in minima parte ricorrendo a tecniche e metodi tradizionali cosa che, se da un lato può essere vista positivamente in quanto in queste campagne, soprattutto in quei piccoli appezzamenti di terreno coltivati da tenaci anziani, si animano utensili, rivivono gesti e modi di dire che appartengono ad una cultura popolare che è destinata, inesorabilmente, a sparire del tutto, dall'altro lato questo ha comportato una diminuita capacità di penetrazione del prodotto nei mercati e, quindi, un forte calo del rendimento con la conseguenza, purtroppo, che vaste aree nel corso degli anni sono state abbandonate.
Proprio con l'intento di promuovere questo prodotto, oltre che creare una manifestazione che potesse in qualche modo servire anche da richiamo turistico, in una cittadina che ha molto da offrire (ambiente, arte, tradizioni), agli inizi della seconda metà del Novecento è stata ideata la sagra delle nocciole, manifestazione che grazie all'impegno dell'intera comunità, in breve tempo è diventata un importante appuntamento culturale in quanto anche occasione per far rivivere il mondo pastorale, artigianale e contadino, cioè la cultura popolare di inizio Novecento di quest'area delle Madonie.
La sagra, pur subendo delle variazioni tra un'edizione e l'altra, mantiene, di anno in anno, il suo fascino e soprattutto la sua valenza culturale.
I festeggiamenti si svolgono, generalmente, in un fine settimana della seconda metà del mese di agosto, quando il frutto è prossimo alla raccolta. Ma già diversi giorni prima si entra nel clima festivo. Alcune delle piazze principali del centro abitato, spesso delle splendide terrazze naturali che si aprono su panorami incantevoli, e gli slarghi adiacenti, diventano un brulicare di gruppi di amici che improvvisandosi scenografi, carpentieri, muratori, imbianchini, sotto la guida e i consigli degli anziani, ricostruiscono, suggestivamente, alcuni ambienti rurali, quasi sempre diversi da un anno all'altro, come u marcatu, luogo destinato al riparo degli animali e degli uomini, durante le ore notturne, e alla trasformazione del latte, durante il giorno; u pagghiaru, il tipico riparo dei pastori e dei carbonai; l'aria, lo spazio destinato alla trebbiatura del grano; ma anche di ambienti di vita paesana e artigianale come u bagghiu dove si svolgevano i rapporti di vicinato tra le famiglie.



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