Attraversato tutto il Corso Paolo Agliata, il corteo giunge nella panoramica Piazza Duomo ed entra nella Chiesa Madre. Qui l'immagine creata dai costumi d'epoca indossati dai partecipanti al corteo e dalle variopinte cordelle che pendono dall'asta, fanno da sfolgorante scenografia alla celebrazione del matrimonio.
Ultimata la cerimonia, il corteo si dirige verso il campo sportivo, nella parte alta del paese, luogo in cui è stato ricreato l’ambiente tipico di un’antica aia alla fine dei lavori di raccolta e dove si concludono i festeggiamenti in onore degli sposi. Quest’ultimi, con i loro familiari, seduti di fronte all’aia attendono l’inizio del ballo che sarà eseguito in loro onore. Prima però tutti si rivolgono verso il Monte Alto, che si erge proprio di fronte a Petralia Sottana, su cui svetta il santuario dedicato alla Madonna dell’Alto ed a cui sono profondamente devoti tutti i Petralesi e i Madoniti in genere. A questo punto il capurali e i ballerini iniziano a recitare in onore della Madonna una preghiera di ringraziamento per il raccolto effettuato: «Rigina di Pitralia, Madunnuzza di l’Atu, nui Ti ringraziamu pi lu pani chi nn’ha datu. E viditi com’è ‘ngranatu! Viva Gesù Sacramintatu».
Evidente in questa fase l’influsso esercitato dalla Chiesa in secoli di evangelizzazione che ha sostituito il culto per Cerere, dea delle messi, con quello della Madonna dell’Alto anche se, come giustamente rilevò lo studioso di tradizioni popolari Francesco Tropea “il ricordo del mito di Cerere continua ad essere presente con il trofeo di spighe in cima alla pertica. Oggi il Ballo è un inno di ringraziamento alla Natura ed alla Provvidenza per il buon raccolto del grano, ma rimane evidentemente una festa pagana che rinnova il trionfo della vita e dell’amore fecondo”.