Nella tarda serata, gruppi di bambini e ragazzi si davano appuntamento per andare in giro per il paese suonando campanacci e scatole di latta e gridando “a Vecchia a Vecchia veni”, annunciando, così, alla popolazione, l’arrivo della Befana. Durante il percorso i giovani scherzavano, si rincorrevano e bussavano nelle case di conoscenti e non da cui, spesso, ricevevano dolciumi e frutta secca.
Per i bambini, questo era uno dei momenti più attesi dell’anno, non solo perché occasione di divertimento fino a tarda notte ma anche perché l’indomani mattina, primo giorno del nuovo anno, ai piedi del letto avrebbero trovato i tanto attesi doni portati dalla Vecchia durante la notte.
Con il passare del tempo tale usanza si è affievolita fino a scomparire del tutto in molti paesi, resistendo, ancora, a Gratteri, piccolo centro posto sul versante settentrionale delle Madonie, su una terrazza naturale che guarda verso il mar Tirreno, a pochi chilometri dal Santuario di Gibilmanna, dove è stata ripresa, intorno agli anni Settanta, ed arricchita, via via, da nuovi elementi.
La sera del trentuno dicembre, dalla piccola, suggestiva Grotta Grattara, posta sul precipizio di un aspro monte che si erge dirimpetto al centro abitato, ritenuta da tutti i bambini del paese
A Vecchia, (la Befana), solitamente impersonata da un ragazzo, interamente avvolto in un lenzuolo bianco, esce dalla grotta a dorso di un asinello e, percorrendo il tortuoso sentiero che a serpentina taglia parte della montagna, si dirige verso il centro abitato.
Seguono la Vecchia, diversi ragazzi di Gratteri che indossano costumi tradizionali: camicia bianca, gilè, giacca e pantaloni di velluto scuro, coppola, fazzoletto al collo, scarpe di “pelo”. Tutti i ragazzi, inoltre, portano con sé una torcia, realizzata da loro stessi in modo artigianale. Alcuni giorni prima, infatti, essi fanno il giro di tutte le chiese del paese per raccogliere la cera inutilizzabile. Questa viene poi sciolta in una grossa pentola (quadara) dove vengono immersi dei sacchi di iuta che una volta impregnati di cera vengono poi opportunamente attorcigliati e lasciati raffreddare.
Giunta nel centro abitato la Vecchia, seguita, oltre dai ragazzi in costume d'epoca, dalla banda musicale e da diversi gruppi di persone, fa il giro delle stradine e, durante il percorso, distribuisce a
Il corteo si conclude, poco prima della mezzanotte, tra l'esplosione di mortaretti e petardi, nella piazza principale di Gratteri, ove si dà luogo alla singolare e suggestiva Vanniata di festi di l’annu. Tale manifestazione consiste nel processare, in pubblico e con grande ironia, tutti i fatti più interessanti, locali ma anche nazionali, verificatisi nel corso dell’anno.
Alla mezzanotte in punto, infine, tutti gli abitanti di Gratteri, ed i numerosi turisti, danno il benvenuto al nuovo anno con un brindisi collettivo.
Pubblicato originariamente su: rivista Sikania, a. XV, n. 12, dicembre 1999, Edizioni Krea, Palermo.