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Alcara Li Fusi - La festa del Muzzuni

TRADIZIONI, SAGRE ED EVENTI




ALCARA LI FUSI

Tra riti religiosi e cerimonie pagane,
la festa di San Giovanni Battista e 'U Muzzuni

© Testo e foto: Vincenzo Anselmo




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Per completare l’intera scenografia vengono ancora utilizzati i lavuriaddi, cioè i cereali messi in un piatto con un po’ d’acqua nel giorno di Sant’Antonio e fatti germogliare al buio totale, alcune figure realizzate con spighe variamente intrecciate e una serie di piante ornamentali. Negli ultimi anni, agli elementi tradizionali presenti in tutti i Muzzuni, se ne sono aggiunti di nuovi generalmente facenti parte della tradizionale cultura contadina.
Ultimata la struttura, attorno al simbolo della cerimonia si raccolgono giovani e anziani, donne e uomini, del quartiere e non, che si esibiscono in caratteristici canti polivocali, localmente chiamati chjanoti o in particolari musiche, a volte anche ballabili, composte facendo largo uso di chitarre, mandolini, marranzani, e fisarmoniche.
Tra un canto e l’altro, una suonata e l’altra, si mangia e si beve, soprattutto vino, bevanda questa che contribuisce a creare un’atmosfera di allegria.
Tra i vari gruppi che hanno realizzato il Muzzuni, nasce una sorte di amichevole competizione in quanto ognuno cerca di realizzare la struttura scenografica più bella e raccogliere attorno a loro i poeti e i musicisti più bravi.
Ciò che però inizialmente può sembrare una festa di quartiere non lo è affatto. Nella tarda serata, infatti, tutte le vie del paese brulicano di gente che si trasferisce da un quartiere all’altro per visitare i vari Muzzuni e quindi per suonare, cantare, mangiare e bere insieme sino a tarda notte. Questa, quindi, è anche una grande occasione di socializzazione, fatto questo molto più evidente in passato, quando la gente viveva principalmente in campagna.
In questo giorno, infatti, i giovani che ritornavano in paese, a volte anche dopo diverse settimane di duro lavoro svolto nei campi o nei boschi, approfittavano della maggiore libertà concessa, per conoscere giovani dell’altro sesso, fare la corte o anche per legarsi sentimentalmente.
Diffuso ancora oggi è il rito del comparatico di San Giovanni che si svolge interamente davanti il Muzzuni e consiste in una serie di gesti, versi e scambio di doni alla fine di cui i due, diventando comari o compari, si legano per tutta la vita in una sorte di vincolo di “parentela” e ognuno può contare sull’aiuto incondizionato dell’altro in qualsiasi momento.
Le origini del Muzzuni sono remote. Secondo alcuni studiosi siamo di fronte ad una delle feste più antiche d’Italia che, intrisa ancora oggi di elementi di chiara origine pagana, si svolge, ininterrottamente, da più di quattro millenni. Tutto ciò nonostante i numerosi tentativi operati dalla Chiesa, in tempi e luoghi diversi, per bandire ogni pratica di origine pagana.
L’eccezionalità della festa di Alcara sta anche nel fatto che, a differenza di quanto si è verificato in molti altri luoghi, dove riti pagani sono stati trasformati e trasportati nelle feste cristiane, ha mantenuto una propria autonomia. Infatti, come già detto, gli Alcaresi costruiscono il Muzzuni, e attorno ad esso si riuniscono per cantare, suonare, ballare, mangiare, bere e stringere vincoli di comparanza e d’amore, solo dopo che si sono concluse le cerimonie religiose in onore del Battista, cioè di quella importante ricorrenza cristiana, introdotta dalla Chiesa nelle vicinanze del solstizio d’estate proprio per contrastare il diffondersi di riti pagani ad essi collegati e molto diffusi in periodo greco e romano.

« Giugno 1997 »



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