Home
»
Tradizioni, sagre ed eventi
»
Alcara Li Fusi - La festa del Muzzuni

TRADIZIONI, SAGRE ED EVENTI




ALCARA LI FUSI

Tra riti religiosi e cerimonie pagane,
la festa di San Giovanni Battista e 'U Muzzuni

© Testo e foto: Vincenzo Anselmo




« pagina 1 / 2 »

La festa del Muzzuni, di origine pagana, è sicuramente una tra le più originali tra quelle che si svolgono nel corso dell'intero anno nei paesi della Sicilia. Essa viene celebrata il 24 giugno, giorno in cui la Chiesa venera San Giovanni Battista, ad Alcara Li Fusi, piccolo centro che si adagia, con il suo caratteristico tessuto urbano, di impianto medievale, e le sue interessanti chiese, custodi di opere d'arte di notevole valore, lungo la Valle del Rosmarino, nel Parco dei Nebrodi.
La piccola comunità di questo affascinante paese, proprio nel giorno che la tradizione popolare fa coincidere con il solstizio d'estate (quello astronomico cade qualche giorno prima, il 21 giugno), celebra due feste, di cui una religiosa e l'altra di chiara origine pagana, che sono indipendenti l'una dall'altra, ma allo stesso tempo profondamente legate.
Nel primo pomeriggio gli alcaresi, devoti a San Giovanni Battista, si riuniscono nella Chiesa Madre per partecipare alle funzioni religiose e, subito dopo, dar inizio ad una sentita processione che tocca tutte le vie principali del centro abitato. Sfilano, in ordine, le confraternite, un gruppo di tre ragazzi che sorreggono una sorte di grande piatto da cui emerge, in rilievo, l'immagine della testa mozzata di San Giovanni, il fercolo con l'interessante statua di San Giovanni, in legno dorato, e, a seguire, quello con Gesù Cristo, portato a spalla da donne che indossano un caratteristico costume di colore rosso-marrone e uno scialle di colore blu. Chiudono il corteo la banda musicale e i numerosi devoti.
Concluso il giro processionale e ritornati nella raccolta Piazza Politi, prospiciente la Chiesa Madre, si assiste ad un breve spettacolo pirotecnico alla fine di cui le due immagini sacre vengono riportate in chiesa e riposte nelle rispettive cappelle dove rimarranno sino all'anno successivo.
A questo punto la festa, che sino a quel preciso istante si è svolta secondo i canoni religiosi, coinvolgendo l'intera popolazione della cittadina attorno alla figura del Battista, si sposta nei quartieri e, improvvisamente, da cristiana si trasforma in pagana.
Le donne, scelto l'angolo più idoneo del quartiere per accogliere tanta gente, con la stretta collaborazione di ragazzi, ragazze e uomini, iniziano ad addobbare i muri e finanche per terra con i pizzari, i caratteristici e variopinti tappeti dai disegni geometrici ancora oggi realizzati in paese con ritagli di stoffa. Sui muri spesso appendono anche coperte e tovaglie interamente ricamate a mano e facenti parte del corredo nuziale di ogni ragazza.
Poi, al centro dell’altare sistemano un piccolo tavolo, a buffetta, su cui viene poggiato 'u Muzzuni che consiste in una piccola brocca di terracotta, o una bottiglia con il collo spezzato, interamente avvolta da un pregiato fazzoletto dai colori intensi, generalmente di seta, e addobbata con oggetti preziosi come collane, braccialetti, anelli, orecchini, spille che le famiglie del quartiere mettono a disposizione e che, generalmente, fanno parte du ‘ntrisu, cioè del loro corredo in oro.
Infine, garofani e lunghe spighe di grano già mature, oppure steli
di lavanda e teneri ciuffi di cereali appena germogliati, vengono sistemati all’estremità superiore della bottiglia o brocca in modo che fuoriescono da essi e danno, quindi, l’impressione che prendono “vita” dal Muzzuni cioè dal simbolo stesso della cerimonia.
Da notare come il termine Muzzuni viene indistintamente utilizzato per identificare la festa, l’intero altare o, più semplicemente, solo il simbolo della cerimonia.



LINK SPONSORIZZATI