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Riserva Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio - Sentiero Chiusa Sclafani, Rocche di Sanna, Serra Uomo Morto, Serra Frattasa

SENTIERI

   

R.N.O. MONTI DI PALAZZO ADRIANO E VALLE DEL SOSIO

Chiusa Sclafani - Punto di accoglienza Rocche di Sanna -
Serra Uomo Morto - Serra Frattasa

© Testo e foto: Vincenzo Anselmo




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INFO SENTIERO

Punto di partenza: Chiusa Sclafani
Lunghezza: circa 6,5 km (considerando
solo il tratto a piedi a/r)
Tempo stimato: circa 2 ore a piedi (a/r)
Quota di partenza: 791 metri slm
Quota massima: 882 metri slm
Quota di arrivo meta: 842 metri slm
Difficoltà: E (escursionistico)
Segnavia: cartelli in legno
Boschi naturali e artificiali, ma anche tanta gariga, macchia mediterranea e, soprattutto, spettacolari panoramiche che si aprono verso ampie valli, profonde gole, pareti rocciose, picchi, terreni coltivati, pascoli, è quanto offre alla vista dell'escursionista l'itinerario di seguito descritto, dando subito l'idea della complessità, ricchezza e bellezza di questo angolo della Sicilia tutelato dai confini della Riserva Naturale Orientata “Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio”.
Un ambiente per certi aspetti inaspettato, che può essere facilmente raggiunto anche in mountain bike partendo direttamente dal centro abitato di Chiusa Sclafani.
Da Piazza Castello si prende Via Roma e si procede verso la periferia del paese sino a raggiungere prima Piazza Giovanni Meli e, subito dopo, alcune palazzine bianche di nuova costruzione (circa 500 metri dal centro). Qui si prende la strada di destra - inizialmente asfaltata e dopo qualche centinaio di metri sterrata ma in discrete condizioni e percorribile in macchina - e si procede in salita tra appezzamenti di uliveti e frutteti.
Superato un piccolo abbeveratoio, dove ci si può rifornire d'acqua, continuare sempre in salita lungo il tracciato principale della strada avendo cura di lasciare le diverse deviazioni che portano ai vari appezzamenti di terreno.
Dopo 1800 metri dalla periferia del paese si arriva al punto di accoglienza Rocche di Sanna - non sempre in funzione - dove,
all'ombra di una pineta, si trova un piccolo rifugio e un pannello con la pianta dell'area protetta. Nonostante la strada sterrata procede ancora verso contrada Muscola e la Valle Vite, se si è giunti fin qui con una macchina si consiglia di lasciarla e di procedere a piedi per meglio apprezzare le peculiarità naturalistiche e paesaggistiche dell'area.
Zaino in spalla, si inizia l'escursione camminando lungo la strada sterrata bordeggiata, in questo tratto, da un lato da un piccolo bosco artificiale formato da pini, e dall'altro da abbondante ampelodesma. Superata e lasciata sulla sinistra una stradina in cemento che sale, si inizia a scendere leggermente di quota superando una piccola area colpita di recente da un incendio.
Dopo 600 metri dall'inizio della passeggiata a piedi si raggiunge un cancello, aperto, e quasi attaccato, sulla destra, l'imbocco del sentiero che porta al rifugio Ferina. Poche decine di metri dopo, sempre sulla destra, si lascia il tracciato che porta al Rifugio Valle Lupo e si procede a sinistra seguendo le indicazioni Valle Vite. La strada ora entra in un fitto bosco formato da pini e qualche roverella ed inizia ad inerpicarsi con alcuni tornanti lungo le pendici sud-occidentali della Serra Uomo Morto. A catturare l'attenzione, oltre ad alcuni bei scorci panoramici che si aprono verso il paese di Giuliana e la Valle del Sosio, i canti dei numerosi uccelli che popolano le fronde degli alberi.



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