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Riserva oasi del Simeto - Sentiero ponte Primosole, foce del fiume Simeto

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R.N.O. OASI DEL SIMETO

Ponte Primosole - Foce del Fiume Simeto

© Testo e foto: Vincenzo Anselmo




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Procedendo, il continuo e fastidioso frastuono prodotto dall'intenso traffico della SS 114 si affievolisce dando modo di godere dei ben più piacevoli suoni della natura. Se si viene nella riserva nelle prime ore del giorno, o prima del tramonto, si ha modo di ascoltare sinfonie di suoni prodotti dai numerosi uccelli. L'area infatti riveste notevole interesse per la varietà dell'avifauna che ospita. Tra le acque del fiume e la vegetazione palustre non sarà difficile scorgere qualche esemplare della comune gallinella d'acqua, la folaga, il tarabusino, o specie migratorie come l'airone bianco, l'airone cinerino, il mignattaio, la volpoca, la garzetta, la nitticora, la spatola, il cavaliere d'Italia. Per continuare con l'elenco degli uccelli presenti, almeno tra i più rappresentativi, bisogna ricordare l'usignolo di fiume, il fratino, l'occhiocotto, la capinera, la cinciallegra, il cardellino, il saltimpalo, e poi il falco di palude e il gheppio.
Lungo il percorso si incontrano alcuni stretti viottoli che si consiglia, almeno in qualche caso, di seguire per raggiungere la riva del fiume ed ammirare, così, da vicino, la vegetazione e, probabilmente, anche qualche bello esemplare di uccello.
Dopo circa 1800 metri si raggiunge l'ingresso del residence dove la stradina asfaltata si allontana dal sentiero. L'argine invece procede verso il mare ancora per alcune centinaia di metri. Raggiunta la fine si può scendere ammirando sulla sinistra la tipica vegetazione delle zone umide dove è stata avvistata la tartaruga palustre e la natrice.
Piacevole una passeggiata lunga la spiaggia dove si può essere attratti dalla moltitudine di conchiglie, mentre sarà difficile scorgere qualche tellina della famosa e pregiata ambra del Simeto.
Un'altra possibilità per visitare la riserva del Simeto viene offerta da un'ulteriore stradina che si stacca sempre dalla SS 114, alcune centinaia di metri dopo la rotonda per Lentini e Siracusa. Presa questa stradina si procede per circa 200 metri e si supera un ponte. Si svolta subito a sinistra e poi a destra e si segue la strada sino all'argine quando si svolta ancora a destra per raggiungere, dopo 2 chilometri dalla strada principale, un residence. Qui si lascia il mezzo di trasporto, all'ombra di un filare di eucalipti, e si sale sull'argine procedendo in direzione est. Ben presto, superato sulla destra il residence, si entra in una pineta e si raggiunge un quadrivio: di fronte un piccolo viottolo porta al mare; sulla destra il sentiero che porta al lago Gornalunga e sulla sinistra il sentiero, inizialmente ben visibile e poi assente, che procede all'ombra di una bella pineta sino alla foce del Simeto. Da ammirare verso la fine dell'inverno alcune belle fioriture di orchidee tra cui l'appariscente Orchis saccata e le piccole ma più eleganti Ofris lutea e Ofris tenthredinifera. Ad accompagnare il cammino, nelle giornate di mareggiate, il rombo dell'acqua del mare che modella continuamente la battigia, dove tra l'altro migliaia di gabbiani, durante la mia visita, sembravano divertirsi giocando con la schiuma dell'acqua. Qui, lungo il margine della pineta, vi è una recinzione anche se, sul lato del mare, in più punti è rotta e quindi facilmente superabile per quanti vogliono raggiungere la spiaggia.

« Marzo 2008 »



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