INFO SENTIERO
Punto di partenza: Una volta a Caccamopercorrere Via Regione Siciliana, poi svoltare
per Via San Vito e proseguire dritti per 5 km
su asfalto e sterrato
Lunghezza: circa 5,3 km a/r
Tempo stimato: circa 2 ore
Quota di partenza: 835 metri slm
Quota massima: 1326 metri slm
Difficoltà: E (escursionistico)
Nota: caldamente raccomandato l'uso di
scarpe da trekking
Lasciandosi alle spalle l'antichissima abazia basiliana di San Nicola De Nemori (IX secolo d.C.), ormai da lunghissimo tempo adibita ad altri usi, si prosegue in salita sulla stretta strada asfaltata che dopo poche centinaia di metri si trasforma in una sterrata, percorribile anche dalle comuni automobili, e attraversa tutta la “piana di Santa Maria”. Superando un paio di chiudende si giunge ad un bivio dove si trova una vecchia indicazione per Monte San Calogero.
A questo punto, lasciata l'automobile, si inizia l'escursione seguendo l'indicazione sulla destra. Si percorrono circa 300 m in falso piano su strada sterrata profondamente solcata dall'erosione idrica, tanto da essere non percorribile per le automobili. A valle, lungo questo tratto, si osservano i campi di cereali con lo sfondo di Cozzo Grattaccio (838 m s.l.m.) e Monte Stringi (799 m s.l.m.), mentre all'ombra della dorsale a monte prevale una macchia rada di perastri, rovi e ginestre.
Dopo una breve discesa si arriva ad una chiudenda di paletti e filo spinato che bisogna superare avendo cura di richiuderla. Qui inizia la parte più bella e gradevole del percorso. La vegetazione muta da agraria a boschiva. Finiscono i campi coltivati e i pascoli e si è accolti dai primi alberi di leccio che proteggono con le loro chiome le delicate felci e i verdi muschi oltre ai bei ciclamini. La salita adesso si fa molto ripida, in 800 m di percorso si superano 160 m di dislivello, ma nelle brevi soste all'ombra delle rocce a strapiombo, necessarie per rifiatare, si avrà la possibilità di ammirare dall'alto la piana di Santa Maria, la valle del San Leonardo, il massiccio di Monte Cane e il golfo di Termini Imerese.
Arrivati a poco più di 1000 m di altitudine, la ripida salita termina su un prato in una suggestiva sella tra Monte dell'Uomo (1079 m s.l.m.) ed un rilievo minore posto tra quest'ultimo e Rocca Fera (1059 m s.l.m.).
Da questo punto bisogna dirigersi a NE, verso Rocca Fera, seguendo dei segni rossi che conducono, dopo pochi metri, alle rovine di un'antica cappella dedicata a San Calogero. Di essa ormai rimangono, alla rinfusa, solo alcune pietre squadrate.