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Parco delle Madonie: sentiero Piano Battaglietta - Pizzo Carbonara - Pizzo Scalonazzo

SENTIERI NATURA

PARCO DELLE MADONIE

Piano Battaglietta - Pizzo Carbonara - Pizzo Scalonazzo

© Testo e foto: Vincenzo Anselmo




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SCHEDA SENTIERO

Punto di partenza: Circonvallazione di Piano Battaglia
Lunghezza: circa 7 km (tutto)
Tempo stimato: circa 3 ore e 30 minuti escluse le soste
Quota di partenza: 1625 metri slm
Quota massima: 1979 metri slm
Difficoltà: E (escursionistico)
Segnavia: Sent. 1, 2a, 2b, 2
Raggiungere la vetta più alta delle Madonie, e la seconda della Sicilia dopo il cono vulcanico dell'Etna, è quanto consente di fare questo itinerario, un percorso che, nonostante i segnavia bianco-rosso del CAI, può mettere a dura prova le capacità di orientamento di ognuno, soprattutto in quei tratti dove non esiste una traccia evidente del sentiero e si cammina tra vaste pietraie. Da evitare, quindi, in caso di brutto tempo e soprattutto di nebbia.
Dall’ampio posteggio che si trova all’inizio della circonvallazione di Piano Battaglia, luogo localmente noto come “u chianu i Valiari”, si prende il sentiero 1 e, per una larga mulattiera,
lasciato in basso sulla destra l'Inghiottitoio della Battaglietta (da dove inizia un interessante sentiero geologico che si snoda sino a Portella Colla), si inizia a salire di quota. Procedendo in un ambiente colonizzato da tantissimo basilisco, molto bello da vedere nella tarda primavera quando con le sue intense fioriture
improntano di giallo l'intero paesaggio, dopo alcuni tornanti si entra per un breve tratto in una faggeta all'ombra di cui si trovano i resti di un'antica costruzione rurale.
Continuando e lasciando sulla destra un sentiero non segnato che si addentra verso Monte Ferro, si raggiunge e si domina dall'alto il Vallone Zottafonda. Qui si abbandona il sentiero 1, che scende verso la sottostante valle, e si procede a sinistra per il sentiero 2a. Alle prime ampie vedute che si aprono verso Monte Ferro, Monte San Salvatore, Monte Daino, Monte Mùfara, Monte Spina Puci, e si spingono fino all'Etna, dopo poche centinaia di metri si contrappone una ombrosa e lussureggiante faggeta animata dall'intensa attività di numerosi uccelli come il pettirosso, il merlo, il picchio muratore, e ingentilita dalla presenza di un secolare esemplare di acero montano.



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