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Parco delle Madonie: sentiero Piano Sempria - Piano Pomo - Cozzo Luminario

SENTIERI

   


PARCO DELLE MADONIE

Piano Sempria - Piano Pomo - Cozzo Luminario

© Testo e foto: Vincenzo Anselmo




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SCHEDA SENTIERO

Punto di partenza: Piano Sempria (Castelbuono)
Lunghezza: circa 8 km (tutto)
Tempo stimato: circa 3.45 ore (tutto escluse le soste)
Quota di partenza: 1192 metri slm
Quota massima: 1592 metri slm
Difficoltà: E (escursionistico)
Segnavia: SN1, 1, 15
Questo può essere definito il sentiero dei giganti per le tante piante dalle dimensioni ragguardevoli che si incontrano lungo il percorso. Di sicuro gli agrifogli di Piano Pomo rappresentano il caso più interessante, per la loro quasi unicità al mondo, ma non meno importanza rivestono alcuni monumentali faggi e roverelle, sparsi un po’ ovunque, perché non di rado sono tra le piante più longeve del Parco delle Madonie.
Per iniziare l’escursione bisogna prendere, dalla periferia di Castelbuono, la SR 23 che si dirige verso l’eremo Liccia. Una volta qui svoltare a destra e seguire la stretta strada asfaltata che, immersa in un fitto bosco, conduce a Piano Sempria (1260 m), sede di un rifugio del Club Alpino Siciliano e punto di partenza di diversi interessanti sentieri.
Lasciato il mezzo di trasporto, si segue il Sentiero Natura che sale immerso in un bosco di leccio, roverella e agrifoglio sino a raggiungere la sterrata, che parte pure dal rifugio, e un imponente esemplare di roverella di otto secoli di vita, almeno secondo le stime.
Attraversata la pista forestale (sent. 1) si continua a salire sempre immersi in un bosco di roverella. A catturare l’attenzione, probabilmente, l'abbondante presenza, sui tronchi degli alberi, così come sui sassi, di muschi e licheni di varie specie. Si attraversa anche una fustaia di roverella a testimonianza del fatto che qui il bosco, sino ad alcuni decenni addietro, fu
sottoposto, periodicamente, al taglio. Nella zona, infatti, furono molto fiorenti le attività legate alla produzione e trasformazione del legname, tra cui quella di carbonaio, mestiere, quest'ultimo, ancora oggi esercitato, anche se ridotto al lumicino, nei boschi tra Castelbuono e Geraci Siculo. Sarebbe opportuno, quindi, prima che sia troppo tardi, chiedere informazioni alla gente del luogo sui possibili luoghi di lavoro, visto che cambiano sempre, e organizzare una visita, magari un’altra volta, a questi "artisti del fuoco nascosto" che per secoli hanno prodotto, con tecniche affascinanti, una delle principali fonte energetiche dell’umanità.
Si arriva quindi ad un'area caratterizzata dalla presenza di numerose piante di leccio che, per i forti venti e i ripetuti morsi delle capre al pascolo, hanno assunto una strana forma a cono. Da qui in avanti, e particolarmente dal Balzo del Gatto, si aprono alla vista vaste panoramiche verso il mare, animato spesso dal profilo delle isole Eolie, il fittissimo bosco di Vicaretto, i paesi di Geraci Siculo e San Mauro Castelverde, i monti Nebrodi, il lontano cono vulcanico dell'Etna.



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