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Parco delle Madonie: sentiero Piano Noce - La Padella - Cozzo Vituro

SENTIERI

   

PARCO DELLE MADONIE

Piano Noce - La Padella - Cozzo Vituro

© Testo e foto: Vincenzo Anselmo




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SCHEDA SENTIERO

Punto di partenza: SP119 km 6 - bivio Piano Noce
Lunghezza: circa 12 km (a/r)
Tempo stimato: circa 4 ore (tutto a/r) escluse le soste
Quota di partenza: 1080 metri slm
Quota massima: 1507 metri slm
Difficoltà: E (escursionistico)
Segnavia: segnaletica 23, ecomaratona
La particolare conformazione assunta dall'incisione apertasi sul fianco meridionale del Massiccio dei Cervi in tempi lontani, a seguito di sprofondamenti e crolli che sono ancora in atto, nota come Padella per l'impressionante somiglianza con questo utensile, è un luogo che da sempre ha attirato l'attenzione delle popolazioni locali e dei forestieri, soprattutto di quelli che sostando nel belvedere di Polizzi Generosa possono ammirarla nella sua interezza. Questo interesse probabilmente è dovuto non solo alla sua originale forma, l'opera scultorea di un immaginario gigante, ma ad una leggenda che narra di un tesoro da tempi immemorabili protetto da una misteriosa figura di nome Raccuonu.
L’escursione ha inizio dal km 6 della SP 119 (segnavia sentiero "23" e, in parte, "ecomaratona"). Si segue la pista forestale che conduce, in discesa, al Vivaio Forestale di Piano Noce dove in un grande recinto si trovano alcuni daini. Lasciata, sulla sinistra, questa importante struttura, una delle più grandi della Sicilia, si
continua a seguire la carrareccia, con lievi saliscendi ed immersa in un bosco di conifere, sino a raggiungere, dopo aver superato un piccolo invaso artificiale, il Vallone San Nicola. Oltrepassata una sbarra, che impedisce, da qui in poi, il transito ai mezzi motorizzati, e lasciata una deviazione sulla sinistra, si procede seguendo la strada in terra battuta che si inerpica verso “Timpa a Miannula”. Doverosa però prima una breve deviazione a destra per ammirare un interessante pagghiaru, tipica costruzione rurale realizzata dall'Azienda Foreste Demaniali della Regione Sicilia adottando le tradizionali tecniche che sino ad un recente passato erano utilizzate dai pastori e dai carbonai per costruire, nei luoghi di lavoro, quello che poi diventava, per settimane o mesi, l'unico riparo di cui potevano disporre.
Il sentiero si snoda in un ambiente aperto dominato da specie vegetali come la ginestra comune e spinosa, l'ampelodesma, il pero mandorlino, la rosa canina, varie specie di euforbie e piccole bulbose come l'asfodelo, l'iris germanico e lo zafferano selvatico, tutte specie autoctone tra cui emergono diverse conifere, frutto di un recente intervento di rimboschimento.
Ad animare questo ambiente una nutrita schiera di mammiferi, per la verità non facilmente osservabili, perché particolarmente elusivi alla presenza dell'uomo, come il coniglio, la volpe, l'istrice, la lepre, e poi uccelli come la coturnice siciliana, il merlo, la gazza ladra, il cardellino e, più in alto, dove i rilievi si fanno impervi, il corvo imperiale. Non è raro in questi luoghi, soprattutto in coincidenza dei primi caldi primaverili, incontrare, distesa sulle pietraie per riscaldarsi sotto i raggi del sole, la tanto temuta vipera.
Suggestivi i panorami che si aprono sulla sottostante valle di San Nicola, rigogliosa di noccioleti, e verso il Bosco di Granza, la Rocca di Sciara, il Monte Cammarata, la cittadina di Polizzi Generosa, il Monte Scalone, l’Anfiteatro della Quacella e Monte Mùfara.



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Parco delle Madonie: incisione a forma di padella sul massiccio di Monte dei Cervi



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