Home
»
Sentieri
»
Cefalù - Dal centro storico alla Rocca di Cefalù, tra archeologia, natura e paesaggi incantevoli

SENTIERI




CEFALÙ

Dal centro storico alla Rocca di Cefalù,
tra archeologia, natura e paesaggi incantevoli

© Testo e foto: Vincenzo Anselmo




« pagina 4 / 4 »

Dopo aver ammirato questo interessante complesso architettonico, si lascia la Chiesa di Sant'Anna, sulla sinistra, e si prende il sentiero sulla destra, che procede in leggera discesa immerso nella pineta, sino a raggiungere, immediatamente dopo, le mura di fortificazioni costruiti sul ciglio del dirupo che sovrasta Cefalù. Da una piazzola lastricata ci si può sentire per un attimo come i tanti gheppi, gabbiani, colombe, taccole che popolano le strapiombanti pareti e scrutano dall'alto i tetti della cittadina normanna, le strette viuzze che scendono parallelamente verso il mare, le absidi con le torri del Duomo e u chianu, la piazza animata sempre da tavoli e ombrelloni.
Da qui si consiglia di proseguire lungo il camminamento acciottolato che costeggia le mura di cinta. Superata una casermetta, e poi i resti di un campanile in pietra e di una grande Croce, prima che il percorso inizia a scendere si prende, sulla sinistra, il sentiero in terra battuta che sale rientrando all'ombra della pineta. In breve si raggiungono la Chiesa di Sant'Anna e i resti di diversi edifici di impianto medievale tra cui molti forni. Proseguendo ora la discesa per un sentiero acciottolato, si raggiunge, sulla sinistra, una grande cisterna per la raccolta delle acque piovane scavata nella viva roccia e, poco più avanti, la seconda linea di fortificazione dove si riprende il sentiero percorso in salita e che bisogna seguire per rientrare a Cefalù.

« Marzo 2009 »

IL TEMPIO DI DIANA

Se il tempio di Diana è il monumento più famoso presente sulla Rocca, l'opera architettonica più antica è la cisterna inglobata all'interno del tempio stesso. Secondo alcuni studiosi la cisterna fu sede di un culto locale delle acque e l'impianto risalirebbe ad età protostorica (IX secolo a.C.). Essa risulta in parte scavata nella viva roccia e chiusa con una copertura di tipo dolmenico formata da una serie di lastroni di pietra calcarea di grosse dimensioni. Questi poggiano sui bordi della cavità e su un architrave che, a sua volta, grava su una colonna centrale formata da blocchi di pietra sovrapposti e dalla forma cilindrica. Il tempio, invece, fu costruito, impiegando grossi blocchi di pietra (da qui il termine di megalitico), in periodi successivi.
Questo originale edificio se da un lato ha affascinato i viaggiatori di ogni tempo - si pensi che è stato l'unico monumento non classico a cui Jean Houel, durante il suo viaggio in Sicilia, dedicò una tavola
illustrata - dall’altro lato ha creato non pochi problemi agli studiosi che hanno tentato di stabilirne il periodo di costruzione e la destinazione d’uso.
Secondo i dati emersi in seguito ai numerosi studi e alle diverse indagini archeologiche condotte sul campo, il tempio fu realizzato in due periodi diversi ad iniziare, escludendo naturalmente la cisterna che come abbiamo già visto risale al IX secolo a.C., dal V secolo a.C.
Nella prima fase venne realizzata la struttura sino all’altezza dell’architrave. Questa parte è facilmente distinguibile per la tipologia costruttiva adottata che vede l’uso di grossi blocchi di pietra di forma irregolare e con la faccia esterna solo parzialmente sbozzata.
Ad un secondo periodo è da attribuire, invece, la parte sommitale che vede sempre l’uso di grosse pietre, ma questa volta ben squadrati, e l’impiego di architravi e di stipiti modanati sia nell’ingresso principale che nelle due porte interne. Proprio da un attento esame della tipologia delle modanature degli architravi, degli stipiti e dei capitelli, gli studiosi hanno potuto collocare questo intervento al II secolo a.C.
L’originale impianto dell’edificio risale, quindi, al periodo in cui sulla costa veniva impiantata la fortezza di Kephaloidion. Ma quale fu la sua funzione? Perché venne costruito in questo luogo, lontano da ogni centro abitato e di difficile accesso? Sono proprio questi interrogativi che hanno sollevato, negli anni, numerosi dubbi e molte discussioni. Per molti anni l’edificio è stato avvolto in un’aura di mistero. Secondo la tradizione locale veniva identificato come il Tempio di Diana. Qualche studioso, invece, lo riteneva il Palazzo dei primi re di Kephaloidion.
Molto probabilmente, però, si tratta di un santuario-fortezza. A questa conclusione sono giunti alcuni studiosi dopo aver attentamente interpretato alcune delle caratteristiche dell’edificio. Infatti, data per scontata la funzione sacra, connessa almeno per un lungo periodo all’esistenza della cisterna, l’edificio, per la posizione che occupa, ideale per controllare chiunque potesse arrivare dal mare, e per la particolare tipologia costruttiva, molto simile a quella adottata per le fortezze, si pensa che abbia svolto anche una funzione di avvistamento.
La funzione sacra dell’edificio molto probabilmente non fu mai abbandonata. Ciò lasciano supporre le due chiesette che vi furono impiantate all’interno e al di sopra durante la dominazione bizantina. Di queste chiesette si possono ammirare ancora oggi diversi avanzi tra cui, sulla parte sommitale dell’edificio, una suggestiva abside.




LINK SPONSORIZZATI

LINK CONSIGLIATI