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Parco delle Madonie - I "gioielli" alati delle Madonie: le farfalle

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PARCO DELLE MADONIE

I "gioielli" alati delle Madonie: le farfalle

© Testo e foto: Vincenzo Anselmo




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La catena montuosa delle Madonie, posta al centro del versante tirrenico della Sicilia, custodisce paesaggi molto variegati. Percorrendola in lungo e in largo si passa da ambienti brulli, aspri e spogli, a zone verdi e ricche di vegetazione; da ampie vallate e prati d’alta quota, a strapiombanti pareti rocciose e profondi valloni.
Per chi vi giunge, in qualsiasi periodo dell’anno, è subito preso da grandi emozioni alla vista di uno dei tanti ambienti, di così grande fascino, la cui fama, spesso, oltrepassa la Sicilia e l’Italia. È il caso del suggestivo prato di Piano Cervi, circondato da una fitta e lussureggiante faggeta; delle Serre di Quacella, definite le Alpi siciliane per la loro inconfondibile forma; di Piano Pomo, dove vegetano esemplari “giganti” di Agrifoglio; delle doline del Carbonara, numerosissime e dalle forme più svariate; del Vallone Madonna degli Angeli con gli endemici Abeti delle Madonie (Abies nebrodensis), circa 30 esemplari unici al mondo.
La bellezza di questi luoghi è certamente destinata ad aumentare con l’arrivo della primavera quando, dopo il breve, almeno alle nostre latitudini, riposo invernale, la natura si risveglia ed alberi ed arbusti iniziano ad ammantarsi di fogliame e di fiori, i prati si tingono di varie tonalità di verde punteggiato da una moltitudine di fiori dai variopinti colori, mentre nell’aria aleggiano una moltitudine di profumi, a volte delicati, piacevoli, altre volte forti, intensi, come quando si è nelle vicinanze della ginestra spinosa.
A tutto questo si unisce una vita animale che si fa più intensa, frenetica. Passeggiando, infatti, lungo i sentieri che intersecano valli e monti, si è spesso accompagnati, più che in ogni altra stagione, dal dolce cinguettio di piccoli uccelli o dal volo di insetti deliziosi come le farfalle, da sempre simbolo di leggerezza e ammirate per la loro eleganza.
La farfalla è probabilmente l’insetto che più di ogni altro ha attratto e ispirato gli artisti di tutti i tempi anche se, c’è da dire, a volte viene odiata e combattuta per i danni che provoca prima dello sfarfallamento, e cioè quando è ancora allo stadio di bruco. Durante questa fase, infatti, i bruchi di alcune farfalle notturne, così come quelle della Cavolaia e della Pieride del biancospino, sono in grado di divorare il fogliame di intere piante.
La vita di questi piccoli “gioielli” della natura è strettamente legata al biotopo in cui l’insetto si sviluppa. Questo ha fatto sì che negli ultimi decenni la loro presenza si è ridotta notevolmente e il trend negativo sembra ancora non fermarsi.
I motivi di tale diminuzione sono tanti e tutti da ricercare nei vari interventi dell’uomo in natura: distruzione di prati e pascoli per destinarli al rimboschimento o a nuove colture; incendi dolosi che diventano sempre più frequenti; utilizzo in agricoltura di diserbanti, concimi chimici e insetticidi in modo sempre più indiscriminato; bonifica di zone paludose; eccessiva cementificazione; emissione di sostanze nocive in atmosfera.



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