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Madonie - La raccolta della manna tra le atmosfere contadine di tempo

MESTIERI TRADIZIONALI

MADONIE

La raccolta della manna
tra le atmosfere contadine di un tempo

© Testo e foto: Vincenzo Anselmo




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Trascorsi circa otto giorni dalla prima incisione il mannaluoru dà inizio alla raccolta. Preso l’archettu, sottile filo metallico tenuto teso da una verga ad arco, inizia a tagliare delicatamente i cannoli e ad appoggiarli in un apposito contenitore; poi con la rasùla, piccola paletta in ferro con manico di legno, inizia a raschiare la manna dal tronco facendola cadere nella scàtula, recipiente di latta con incavo in modo da aderire perfettamente alla curvatura del tronco dell’albero; infine raccoglie la manna dei cladodi di ficodindia. La manna che si ottiene può essere quindi “in cannolo”, ovvero in cannualu, la più pregiata, dalla forma di piccole stalattite; “in rottame”, ottenuta staccando la manna dalla corteccia, di minore qualità; “in sorte”, la meno pregiata, raccolta dai cladodi di ficodindia. I tre tipi di manna raccolta vengono sistemati in appositi stinnituri e fatti asciugare al sole. Con questo ritmo si procede sino al sopraggiungere delle prime piogge o, comunque, sino a quando le foglie del frassino non aggiarnìanu, ingialliscono.
A spezzare la ripetitività di questo lavoro, che come abbiamo detto si può protrarre per più di due mesi, sono le avverse condizioni climatiche come la nebbia o, ancora peggio, la pioggia, fenomeni meteorologici che possono rovinare in poche ore il lavoro di un intero anno.
Sono numerose, come ricordano alcuni frassinicoltori, le notti passate insonni tra i frassini con la sola luce di piccoli lumi, per salvare il salvabile al sopraggiungere delle prime avvisaglie di un temporale. Questo prodotto spesso era l’unica fonte di sostentamento per intere famiglie ed un raccolto andato a male significava andare incontro alla miseria.
Oggi il futuro di molte famiglie non è più legato alle sorte del raccolto della manna; molti continuano a produrla più per passione, per un legame, quasi sentimentale, piuttosto che per i ricavi che riesce a garantire. Ma questo purtroppo è stato anche uno dei motivi per cui tale produzione si è contratta sempre di più sino ad essere relegata ad un ristretto lembo di territorio; oltretutto rischia di scomparire del tutto se non si riuscirà ad invertire la tendenza di mercato che ha portato il prezzo ai minimi sostenibili.
Questo verrebbe a privare, ancora, le future generazioni della conoscenza diretta di un altro piccolo ma importante tassello che ha contribuito a rendere così varia ed interessante la nostra cultura.

« Agosto 2003»



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