In realtà, dopo un’osservazione più attenta, si nota che non c’è niente di crudele in ogni gesto dell’agricoltore, ma tutt’altro. La cura con cui ricerca il punto dove effettuare l’incisione,
Ma allora, vien da chiedersi, perché quell’uomo è così indaffarato ad intaccare la corteccia di ogni albero?
Basta fermarsi per un attimo, e scambiare qualche parola con l’agricoltore, per apprendere che tutto ciò viene effettuato per favorire la fuoriuscita, dalla corteccia degli alberelli, di un liquido amaro che a contatto con l’aria calda si rapprende formando la manna, prodotto conosciuto sin dall’antichità per le sue molteplici proprietà terapeutiche, ma ben diverso dalla manna divina, di cui parla la Bibbia, che per quarantanni piovve nel deserto sfamando gli Ebrei, così come da quello ottenuto dalla secrezione naturale di alcune piante. La manna di cui stiamo trattando viene prodotta esclusivamente da alcune varietà di frassino e con le altre ha in comune il nome e, tutt’al più, l'aspetto.
La coltivazione del frassino da manna in passato era molto diffusa, ed in Sicilia interessava vaste aree che si affacciano sulla costa settentrionale dell’isola. Nei secoli, però, ma soprattutto a partire dagli anni trenta del Novecento, quando nel mercato venne introdotto un prodotto molto simile alla mannite - principale derivato della manna - ottenuto a bassissimo costo come sottoprodotto della lavorazione dello zucchero da barbabietola, tale coltivazione andò regredendo sempre di più sino ad essere relegata, oggi, ad un ristretto territorio a cavallo dei comuni di Pollina e di Castelbuono.