Home
»
Mestieri tradizionali
»
Madonie - Viaggio nel mondo dei maestri del fuoco nascosto

MESTIERI TRADIZIONALI

MADONIE

Viaggio nel mondo
dei maestri del fuoco nascosto

© Testo e foto: Vincenzo Anselmo




« pagina 4 / 4 »

A cottura ultimata, u cravunaru provvide a raffreddare il carbone alternando, continuamente, due distinte fasi, dette stirrari e ginisari: prima venne tolta la terra che ricopriva il cumulo fumigante, facendo in modo che quella più fine scivolasse alla base della carbonaia e che il carbone rimanesse a contatto con l’aria; subito dopo, la terra fine e bruciata, u ginisi, venne rigettata sul carbone.
L'ultimo giorno, ancor prima del sorgere del sole - in modo che la rugiada del mattino, u sirenu, poteva completare l’opera di raffreddamento - diedero inizio alla scarbonatura, sfussari. Il carbone, pian piano veniva fuori avendo conservato - fatto imprevedibile e meraviglioso - la stessa pezzatura della legna utilizzata per la costruzione della carbonaia. Ma qualcosa era cambiata: i pezzi erano divenuti molto più leggeri ed avevano acquistato il tintinnio dell’argento ed un colore nero intenso.
Con la scarbonatura, ed il successivo insaccamento, si era conclusa - per fortuna positivamente, visto che non ci furono forti piogge o forti venti, principali nemici di un carbonaio - un'attività che a volte si protrae per settimane.
Questo è il lavoro - l'arte - del carbonaio, antico di millenni, ricco di fascino e mistero. Manifestazione della cultura e della tradizione popolare della Sicilia che ha rischiato - e purtroppo rischia tuttora - di scomparire. Pochi sono i carbonai che ancora oggi operano, tutti concentrati nei boschi dei Nebrodi, dell'Etna, delle Madonie e appartenenti a famiglie che da secoli si dedicano alla "cottura" della legna tramandando di generazione in generazione il vasto bagaglio culturale di cui sono custodi. Tra queste la famiglia Corradino che nei boschi tra Geraci Siculo e Castelbuono fa rivivere questa antica arte, e che più volte, in questi ultimi anni, ci ha accolto per farci seguire le lunghe fasi necessarie alla produzione del carbone.
Ci auguriamo che questa attività non diventi solo un ricordo ma, con l'intervento anche degli Enti Parchi - all'interno di cui ricadono le più significative aree di produzione del carbone in Sicilia - possa sopravvivere ed essere tramandata alle future generazioni.

« Maggio 2007»



LINK SPONSORIZZATI

LINK CONSIGLIATI