Le diverse condizioni geomorfologiche, l'esposizione, la presenza o meno dell'acqua e l'umidità del suolo hanno creato, all'interno della valle, una serie di ambienti di straordinaria e selvaggia bellezza naturale che affascinano il visitatore normale e colpiscono lo studioso. Lungo il corso del fiume assume particolare rilevanza il bosco ripariale che forma vere e proprie oasi verdi. Di notevole interesse la presenza del platano orientale, albero tipico del Mediterraneo orientale e dell'Asia occidentale, che qui raggiunge il suo limite occidentale. Inoltre, nelle limpide acque, la rara trota macrostigma, presente solo in pochissime aree della Sicilia, della Sardegna e del nord Africa, quindi il granchio di fiume, in varie parti della Sicilia sempre più raro e qui in aumento. A questi si aggiungono molti mammiferi e uccelli che qui possono vivere indisturbati.
Sulle pareti, invece, la vegetazione cambia totalmente ed è caratterizzata dalla tipica macchia mediterranea con formazioni di leccio.
Come già detto l'area riveste notevole interessa anche dal punto di vista storico archeologico per la presenza della necropoli di Pantalica: oltre 5000 tombe scavate lungo le pareti che precipitano, ripide, nella valle del fiume Ànapo, del torrente Calcinara e del torrente Sperone. Si tratta della più vasta necropoli d'Europa frequentata, a più riprese, dal XIII al VII secolo a.C. e poi in epoca bizantina.
L'intero fondo valle è attraversata dalla sede dell'ex ferrovia Siracusa-Vizzini-Ragusa costruita agli inizi del Novecento e definitivamente dismessa nel 1956. Il percorso, lungo tredici chilometri, si presta per una lunga e piacevole passeggiata, a piedi o in mountain bike.
Tutta l'area è tutelata e dal 1997 rientra all'interno dei confini della Riserva naturale orientata Pantalica, Valle dell'Ànapo e Torrente Cava Grande, gestita dall'Azienda Foreste Demaniali della Regione Sicilia.