Le gole in alcuni punti raggiungono i 250 metri di profondità e regalano al visitatore panoramiche grandiose e suggestive, soprattutto in quei tratti dove l'acqua ha creato piccoli laghetti, come nei pressi di Avola antica, località da dove si diparte un ripido e tortuoso sentiero che porta fino al letto del fiume. Qui si susseguono piccole cascate e tre laghetti con dell'acqua limpida che invitano ad un bagno e, per questo, troppo frequentata dai bagnanti nei mesi più caldi.
A colpire subito, oltre agli scenografici angoli creati dall'acqua, la florida vegetazione in netto contratto con quella del tavolato ibleo. Qui la presenza dell'acqua ha consentito a piante e animali in via di estinzione in altre aree della Sicilia di sopravvivere. È il caso del platano orientale, ormai molto raro allo stato spontaneo in Italia, che qui è presente con secolari alberi dal tronco che supera il metro e mezzo. Da segnalare inoltre la presenza del granchio di fiume, ormai sempre più raro e minacciato di estinzione, e della trota macrostigma, presente solo nella Sicilia orientale e in Sardegna.
A questi pur interessanti aspetti si deve aggiunge anche il valore storico-archeologico dell'area. In alcuni tratti le paretti ospitano una delle più vasti necropoli dell'area, seconda solo a quella della vicina Pantalica e risalenti all'X-XI secolo a.C. Particolarmente interessante, sempre nei pressi di Avola antica, la città rupestre scavata all'interno di una grande rientranza, lungo la parete settentrionale, e la serie di nicchie, disposte su più livelli e collegate con cunicoli, lungo la parete meridionale.