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CITTÀ E PAESI




Scicli (Rg)

© Testo e foto: Vincenzo Anselmo




Le origini di questa splendida cittadina del ragusano, sono molto antiche anche se incerte. Diversi la vogliono fondata dai Siculi sul colle oggi detto di San Matteo. Qui il centro urbano si sviluppò e ingrandì sino alla seconda metà del XIV secolo quando pian piano venne trasferita nella valle sottostante.
Oggi Scicli si presenta nella veste assunta nel Settecento, dopo il terremoto del 1693, scenograficamente adagiata in uno spazio pianeggiante che si incunea tra alte e strapiombanti pareti rocciose. Numerose le chiese, i palazzi, le piazze, gli slarghi e i vicoli che la ingentiliscono, con sontuose architetture, rendendola tra le cittadine più interessanti del ragusano e siracusano.
Nella piazza principale del centro, ampia e alberata, prospetta da un lato il palazzo Fava, adorno di belli balconi riccamente decorati con mensole e un ampio portale coronato con volti di cherubini, dall'altro lato la chiesa Madre dedicata a S. Ignazio. Il prospetto principale è scandito dalla presenza di diverse statue mentre l'interno, a tre navate, è decorato con stucchi dorati. Qui si conserva un singolare simulacro, in cartapesta, della Madonna rappresentata a cavallo e con una spada in mano nell'atto di calpestare dei turchi.
La chiesa di Santa Maria La Nova, nell'omonimo quartiere, uno dei più antichi e integri della città, fu edificata nel XV secolo, ingrandita nel 1642 e poi ancora ricostruita nel 1816-1840 in stile neoclassico. L'interno, ricco di opere d'arte, tra cui la statua lignea del Cristo Risorto realizzata nel 1796 e la statua marmorea della Madonna delle Nevi, del 1496, è decorato con stucchi.
Spettacolare il prospetto piramidale della chiesa di San Bartolomeo, esistente già nel Cinquecento e, anche se tra le meno danneggiate dal terremoto, ricostruita con una serie di interventi nel XVIII secolo. La facciata, a tre ordini, è movimentata da una serie di colonne di stile dorico, ionico e corinzio e da diverse statue. All'interno, a navata unica, si può ammirare un monumentale presepe realizzato tra il 1773 e il 1776 dallo scultore napoletano Pietro Paula, in sostituzione del precedente risalente al '500. Inoltre, un'interessante tela raffigurante La Deposizione, attribuita a Mattia Preti (sec. XVII), e la tela posta sull'altare principale, raffigurante il Martirio di San Bartolomeo, opera di Francesco Panicucci del 1779.
La chiesa di San Giovanni, già esistente nel 1300, fu ricostruita a più riprese nella seconda metà del '700. Si presenta con un'interessante facciata concava-convessa con doppie semicolonne e una cancellata in ferro battuto nel secondo ordine. Al suo interno si conserva il cosiddetto Cristo di Burgos, un'opera del XVII secolo di probabile provenienza spagnola.
Tra gli edifici nobiliari, notevole il palazzo Beneventano per le ricche decorazioni del cantonale e dei balconi.
Questi per citare solo alcuni degli edifici di interesse artistico e architettonico della cittadina, ma di certo non finiscono qui. Molti altri se ne incontrano girovagando per i vicoli ma anche sulle rupi che la circondano e sul colle di San Matteo, dove esistono i resti dell'omonima chiesa e i ruderi del castello.



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