Qualche anno dopo, nel 1161, durante la dura repressione intrapresa dal re normanno Gugliemo I il Malo per sedare la rivolta dei baroni, la cittadina venne distrutta e, in seguito, ricostruita in un nuovo sito, a poca distanza dal precedente, dove venne ripopolata con una colonia lombarda.
Essendo città demaniale, godette di numerosi privilegi e così si ingrandì sino a diventare uno dei centri più importanti della Sicilia. A testimonianza della magnificenza raggiunta dalla cittadina, oggi rimane un vastissimo patrimonio artistico-architettonico.
Il castello, costruito alla fine del XIV secolo, durante il regno di Martino I d'Aragona, che a quando pare vi risiedette in più occasioni, si presenta imponente con pianta regolare delimitata agli angoli da quattro torri quadrate.
Altro edificio che si impone al resto delle costruzioni è il duomo edificato, a partire dal 1604, su progetto dell'architetto romano Orazio Torriani, al posto di una precedente chiesa già esistente nel '400. Sul fianco destro, l'imponente campanile poggia su parte della struttura originaria, decorata con belle finestre ad arco inflesso di stile gotico-catalano. L'interno a navata unica conserva: un interessante Crocifisso su tavola dipinto nel 1485, su entrambe le facciate, da ignoto autore comunemente dello «Maestro della Croce di Piazza Armerina»; diverse tele di Giuseppe Salerno, detto lo Zoppo di Gangi; tela dell'Assunzione di Filippo Paladino (1612); una tavola raffigurante la Madonna delle Vittorie, dipinto bizantineggiante che la tradizione vuole donato dal conte Ruggero dopo la vittoria sui Saraceni, ma probabilmente successiva, secondo studi recenti. Nei locali della sagrestia si trova un piccolo ma interessante Museo diocesano ricco di paramenti e oggetti d'arte sacra.
Da non tralasciare, naturalmente, una visita alla vicina villa romana del Casale, dal 1996 nella lista del patrimonio dell'umanità, resa unica per la complessità e varietà dei temi e dei soggetti trattati negli splenditi mosaici pavimentali.