Arroccato sulla sommità della collina si trova l'imponente castello a pianta quadrangolare del secolo XIII. Uno dei meglio conservati del periodo in Sicilia, presenta il portale d'ingresso della fine del '400, una torre quadrata del 1330 ingentilita da bifore e diversi resti di affreschi nelle sale interne. Non lontano, emanano un certo fascino, le rovine del duomo, esistente nel XII secolo, ampiamente rimaneggiato nel XIV secolo sotto i Chiaramonte e già in abbandono alla fine dell'800. Conserva un interessante portale d'ingresso nel tipico stile gotico siciliano, comunemente detto chiaramontano, con decorazioni a zigzag.
D'epoca chiaramontana è pure l'interessante chiesa di Santa Caterina a tre navate e con un ricco apparato decorativo, a volte proveniente però da altre chiese: l'altorilievo raffigurante la Pietà della fine del '400, attribuita a Giuliano Mancini; la Madonna delle Grazie, del 1497, attribuita a Giorgio da Milano; le cinquecentesche statue lignee di Santa Caterina e Santa Barbara; un bel fonte battesimale della metà del '400; diversi frammenti di affreschi risalenti al XIV-XV secolo e riportati alla luce in occasione degli ultimi restauri.
L'attuale chiesa Madre fu costruita nel 1619 come chiesa del Collegio dei Gesuiti mentre la facciata, alterata rispetto all'originale, risale agli inizi del '900. L'interno, a tre navate, è interamente decorato con stucchi, e conserva, tra l'altro, una Sacra Famiglia, gruppo marmoreo della bottega dei Gagini; la Madonna della Catena, statua marmorea attribuita a Antonello Gagini; un San Giovanni Battista e un San Giovanni Evangelista, statue lignee quattrocentesche; l'Annunciazione, tela di Domenico Provenzani (1780).
Splendida la facciata barocca della chiesa di San Francesco, fondata nel '200 e completamente ricostruita agli inizi del '600. Essa si caratterizza per le abbondanti decorazioni e per la presenza di soggetti profani come mascheroni e cariatidi. Altri edifici notevoli, ma non gli unici, sono la chiesa del SS. Salvatore, la chiesa di San Nicolò di Bari e la chiesa di San Calogero dove, nella cripta, si conserva una statua lignea del Santo, patrono di Naro.