L'arrivo nella cittadina è subito catturato dall'imponente mole della chiesa di San Giorgio posta alla sommità di una lunga e scenografica scalinata che le dona ancora più slancio e maestosità. Costruita agli inizi del '700 su progetto di Rosario Gagliardi, presenta una facciata a tre ordini scandita dall'alternanza di colonne, portali, volute, celle campanarie e culminante in una cuspide ultimata solo agli inizi dell'800.
Singolare il suo interno, a cinque navate, dove si conservano interessanti opere d'arte come la statua della Madonna della Neve, di G. Mancino e B. Berrettaro (1511), la tela dell'Assunta, di F. Paladino (1610), l'ancona lignea attribuita a Bernardino Niger (1573).
Notevole la chiesa di San Pietro anch'essa sul vertice di un'ampia gradinata delimitata dalle statue dei dodici Apostoli. La facciata, a due ordini, presenta motivi decorativi diversi che ben rivelano le due fasi di realizzo. All'interno, a tre navate, si può ammirare, tra l'altro, la statua della Madonna di Trapani, di scuola gaginesca, e la scultura di San Pietro e il paralitico, di Benedetto Civiletti (1893).
Tra gli edifici ecclesiastici più interessanti di Mòdica si segnala la chiesa di Santa Maria di Betlem edificata nel sec. XV e profondamente rimaneggiata nel sec. XVIII. Molto interessante la cappella del Sacramento, raro esempio di architettura tardogotica, e un Presepe con personaggi in terracotta dipinta realizzati dagli artigiani Bongiovanni-Vaccaro di Caltagirone.
Diverse gli edifici civili di un certo rilievo che ben si distinguono dalle altre costruzioni per la ricchezza e raffinatezza delle decorazioni esterne: il palazzo Polara, adiacente alla chiesa di San Giorgio e oggi sede della Pinacoteca comunale; il palazzo Napolino con bei balcone sostenuti da mensole riccamente decorati e inferriate panciute ornate con fiori in ferro battuto; il palazzo De Leva che conserva un bel portale di tipo chiaramontano.
Di rilievo il Museo Ibleo delle arti e delle tradizioni popolari Guastella ospitato nell'ex convento dei Padri Mercedari. Oltre a raccogliere una ricca collezione di attrezzi e arredi della cultura popolare dell'area, presenta una serie di botteghe di artigiani ricostruiti nelle celle del vecchio Convento che in occasione di visite di gruppo si animano con la presenza di artigiani veri per far rivivere attrezzi e mestieri.