In molti paesi, addirittura, i riti attuati per rappresentare la Passione, Morte e Resurrezione di Cristo sono più di uno e distribuiti nell'arco di più giorni. Ciò è quanto avviene a San Mauro Castelverde, antico ed affascinante borgo che svetta sulla cima di un solitario rilievo posto all'estremità orientale delle Madonie, ai confini con i Nebrodi.
Qui i riti della Settimana Santa si aprono la Domenica delle Palme con una processione a cui prendono parte, oltre un nutrito gruppo di confratelli, tutti con un caratteristico abitino dai colori diversi che identificano la
Tutti portano in mano un rametto d'ulivo o, più spesso, un ramo di palma addobbata con datteri, nastrini colorati, crocette e panierini, oppure la più attraente palma intrecciata artisticamente. Quest'ultima, sino ad alcuni decenni addietro veniva lavorata da abili artigiani locali mentre oggi, perduta, purtroppo, la memoria e la conoscenza delle tecniche, vengono acquistate in luoghi dove la tradizione si è mantenuta e continua ad essere perpetuata.
La processione prende il via, subito dopo la benedizione delle palme, dalla Chiesa di Santa Maria dei Franchi per dirigersi, seguendo un itinerario prestabilito, verso la Chiesa di San Mauro. Lungo l'intero tortuoso percorso, non di rado reso misterioso dalla presenza della nebbia, sono numerosi i fedeli che dalle finestre, davanti l'uscio della propria casa, o, a gruppetti, all'imbocco dei vicoli che di tanto in tanto si incrociano, salutano l'ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme.
Raggiunta la chiesa di San Mauro, dopo una breve sosta la processione riprende il suo cammino per dirigersi prima verso i quartieri più alti del paese, dove si trova la Chiesa Madre, titolata a San Giorgio, e poi, sempre attraverso vie strette e tortuose, ridiscendere sino a far rientro nella Chiesa di Santa Maria dei Franchi dove viene celebrata una messa. Alla fine di questa cerimonia ogni fedele porterà con sé la palma benedetta che conserverà sino all'anno successivo quando, ormai deteriorata, la brucerà. La palma, infatti, nella cultura popolare conserva un valore magico-religioso e viene ancora oggi utilizzata in funzione apotropaica: si conserva in casa per preservare la famiglia da ogni pericolo; nel posto di lavoro per ottenere un miglior profitto; viene piantata nei campi per propiziare un buon raccolto.