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San Marco d'Alunzio - I Babbaluti: devozione e penitenza per il Santissimo Crocifisso d'Aracoeli

FESTE RELIGIOSE

SAN MARCO D'ALUNZIO

I Babbaluti: devozione e penitenza
per il Santissimo Crocifisso d'Aracoeli

© Testo e foto: Vincenzo Anselmo




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Conclusasi la messa si svolge una breve processione con il Santissimo Sacramento che esce dalla porta laterale della Chiesa dell'Aracoeli - a porta fausa - e dopo aver attraversato un brevissimo tratto della via Aluntina, entra dalla porta principale. Questa processione segna una sorte di “passaggio” da un'atmosfera gioiosa a una penitente sottolineato dalla banda musicale che fino a quel momento ha suonato marce allegre ed ora inizia a intonare note tristi. A questo punto il Crocifisso, del 1652, opera di Scipione Li Volsi, viene prelevato dalla sua cappella e condotto, facendosi largo tra la folla che si accalca per cercare di toccarlo e baciarlo, sul sagrato della chiesa, una bella e ariosa "terrazza" che si apre verso i monti dei Nebrodi. Qui viene sistemato, insieme ad un quadro raffigurante l'Addolorata trafitta da sette spade, del XVIII secolo, su un fercolo.
Nel frattempo, i Babbaluti, che hanno già indossato il costume, si dirigono, a piedi scalzi - indossano solo delle semplici calze di lana lavorate a mano - verso la Chiesa dell'Aracoeli. Essi, però, non entrano dalla porta principale, ma dalla porta fausa e solo dopo aver baciato per terra all'inizio della scala di accesso. Usciti poi dall'ingresso principale della chiesa si sistemano sotto al fercolo ed attendono che, finita la predica, in un'atmosfera di profonda devozione, il parroco dia inizio alla processione. Apre il corteo la Confraternita dei SS. Quaranta Martiri seguita dal clero, dai Babbaluti con il Crocifisso, dalla banda e dalla folla dei fedeli. Lungo il percorso i Babbaluti cadenzano la propria andatura ripetendo, di continuo e con tono lamentoso, l'invocazione Signuri, misiricoooordia e pietà, frase che, unita al suono lugubre intonato dalla banda, crea l'atmosfera penitenziale che caratterizza l'intera processione. A stabilire un contatto fisico con il fercolo non sono solo i Babbaluti. Diversi devoti, infatti, si dispongono sotto la vara, appoggiandovi la spalla, o, più semplicemente, allungano il braccio per poggiare la mano in un punto qualsiasi del fercolo e stabilire così un collegamento tra il devoto e il Crocifisso che dura per l'intero percorso processionale. È come se ogni devoto, così facendo, volesse caricarsi di un'energia positiva che preservi lui e la sua famiglia, per tutto l'anno, da qualsiasi evento negativo. La processione, tutto sommato di breve durata, tocca alcune delle vie principali del paese. Partita dalla Chiesa dell'Aracoeli, scende verso il Piano Gebbia per poi salire e raggiungere prima l'ariosa Piazza Sant'Agostino, su cui si
affacciano due interessanti chiese titolate rispettivamente a Sant'Agostino e San Basilio, e poi la Via Aluntina lungo cui si trovano la Chiesa Madre e la Chiesa di Santa Maria dei Poveri. Rientrati intorno alle 13,30 nella Chiesa dell'Aracoeli, il Crocifisso viene portato nella navata centrale e qui sistemato sino a sera quando, nel corso di un'altra cerimonia, che si svolge interamente in chiesa, viene posto in un imponente Sepolcro (sapurcu) allestito, sull'altare maggiore, dagli artigiani aluntini. Nel 2009 la struttura del vecchio Sepolcro, in legno, è stata sostituita da una in ferro, più grande dell'originaria, e le centinaia di candele sostituite con lampade elettrice. L'indomani, infine, dopo la celebrazione di una messa dedicata agli ammalati, il Crocifisso viene prelevato dal Sepolcro e riposto nella cappella laterale, a lui dedicata, sino all'anno successivo.

« Ultimo aggiorn. marzo 2009 »



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