Il rito pasquale viene perciò caricato di una arcaica valenza rigeneratrice: la natura ha bisogno di nuova energia per passare dalla "morte", l'inverno, in cui conclude il suo ciclo, alla "vita", la primavera, in cui essa "rinasce". Secondo la tradizione magico-religiosa popolare, è, quindi, attraverso la rappresentazione simbolica della morte e resurrezione di Gesù Cristo che si assicura la rigenerazione periodica dell'anno.
La Domenica di Pasqua, le vie e le piazze di Petralia Sottana, nella mattinata, e della vicina Petralia Soprana, nel pomeriggio, diventano, così, teatro di due interessanti processioni. I simulacri del Cristo e della Madonna vengono condotti per le vie di entrambi i due centri madoniti e fatti incontrare in un punto prestabilito: è, questo, u 'Ncuontru (l'incontro).
Particolarmente spettacolare e ricca di fascino è u 'Ncuontru che si svolge a Petralia Sottana.
In questa cittadina, nella tarda mattinata, tutta la popolazione si raduna nella Chiesa Madre per assistere alla celebrazione della Messa e preparare le due statue che saranno protagoniste dell'incontro: Gesù Cristo risorto e l'Addolorata.
Il simulacro del Cristo porta, nella mano sinistra, una palma decorata con numerosi fiori e, in quella destra, il vessillo della resurrezione; quest'ultimo, di colore rosso, è ornato con del filo giallo-oro; l'Addolorata, invece, è interamente ricoperta con un mantello nero, emblematico simbolo di lutto e di dolore.
La processione inizia al termine della Messa. La statua del Cristo morto e dell'Addolorata non partono da punti diversi del paese, come succede in tanti altri luoghi della Sicilia, ma insieme, dalla Chiesa Madre. Subito dopo, però, imboccano vie distinte e seguono due percorsi processionali del tutto differenti.
Al rito partecipano tutte le confraternite della cittadina, le quali si distinguono per i rispettivi stendardi e per il diverso colore delle tuniche indossate dai confrati. L'incontro - decisamente il momento più suggestivo
Dopo una settimana di riti svoltisi nel segno del silenzio e della penitenza, esplode così una immensa gioia manifestata con "botti", voci, colori, suoni.
Intanto i simulacri del Cristo e della Madonna si scambiano un lungo inchino e subito dopo, insieme e uno rivolto verso l'altro, in modo da potersi guardare, percorrono il corso principale del paese e rientrano nella Chiesa Madre.
Pubblicato originariamente su: Anselmo V., Madonie - Feste religiose e folcloristiche dei Comuni del Parco, Fabio Orlando Editore, Palermo, 1998.