Questi sono attimi emozionanti, intensi, ma è il giorno dopo che si raggiungono i momenti più spettacolari e suggestivi di tutti i festeggiamenti.
Si inizia intorno alle 9.00 con il giro, per le vie della cittadina, della banda musicale e du carruozzu rò pani: un particolare carro spinto a mano su cui vengono raccolti i numerosi cudduri - grandi pani a forma di ciambelle con sopra raffigurati dei serpenti - offerti dai devoti e venduti, una volta portati in chiesa e benedetti, ai migliori offerenti.
Nel corso della mattinata è un continuo pellegrinaggio di fedeli che si recano in chiesa per partecipare alle varie funzioni religiose. Tra questi numerosi devoti che hanno fatto il voto della spadda nura, cioè di portare la pesante "vara" con il santo sulla spalla nuda e che, per evitare di rimanere esclusi dal trasporto del simulacro, visto che sono tantissimi, si prenotano il posto legando un fazzoletto sulle "baiarde" della "vara".
Sempre nel corso della mattinata nella raccolta piazzetta antistante la chiesa si raccolgono centinaia e centinaia di fedeli e turisti che, alla continua ricerca di quel poco di ombra che il luogo offre, per ripararsi dai raggi del sole, particolarmente forti in questo periodo, attendono il momento più spettacolare della festa: a sciùta, l'uscita, alle 13 in punto, della reliquia e del simulacro di San Paolo dalla chiesa.