Nella serata è la volta di un’altra processione, forse più suggestiva, che muove dalla Chiesa Madre, ancora con i simulacri di San Rocco e San Giacomo che vengono condotti verso la Chiesa di Santa Caterina dove, al corteo, si unisce il simulacro del Santissimo Crocifisso. Da qui i tre muovono insieme attraversando, con al seguito numerosi devoti (alcuni a piedi scalzi), tutte le vie principali del centro abitato. Raggiunta piazza San Giacomo vengono fatti procedere uno accanto all’altro e molto lentamente, si dice per dare la possibilità ai nobili della cittadina, che in passato si affacciavano dai balconi del palazzo prospiciente la piazza, di assistere, comodamente, alla processione, per il maggior tempo possibile, usanza che si ripete anche nelle successive processioni. Alla fine le statue vengono fatte entrare nella Chiesa Madre dove saranno custodite sino al giorno successivo.
Non è raro assistere, durante la processione, soprattutto lungo le vie più strette, a devoti che, affacciandosi da balconi o finestre, effettuano la loro offerta al Santissimo Crocifisso appendendo il denaro direttamente su appositi nastri che penzolano dalla Croce.
Raggiunto u Cummentu, dopo una breve sosta la processione riprende il suo cammino per rientrare in paese e, quindi, nella Chiesa Madre da dove, in serata, prende il via la processione conclusiva dei più giorni di festeggiamenti, che serve anche a riaccompagnare i vari simulacri nelle rispettive chiese di appartenenza. La processione, infatti, si dirige prima verso la Chiesa del Rosario, dove viene lasciata la statua di San Rocco, poi verso la Chiesa di Santa Caterina, dove viene lasciato il Crocifisso, quindi fa rientro, con la sola statua di San Giacomo, nella Chiesa Madre.
« Agosto 2002»