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Galati Mamertino - I tre santi patroni: una festa e tante processioni

FESTE RELIGIOSE

GALATI MAMERTINO

I tre santi patroni:
una festa e tante processioni

© Testo e foto: Vincenzo Anselmo




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La Sicilia ci ha abituato a stravaganti feste, lunghi pellegrinaggi, animate processioni, accese dispute fra i devoti di un santo e quelli di un altro, abitanti spesso dello stesso paese ma di quartieri diversi che, se in passato sfociavano in violenti scontri, oggi, fortunatamente, attenuatosi i toni, spingono gli organizzatori a strafare per onorare il loro santo tutelare nel migliore dei modi, e la controparte a trovare validi motivi di accese critiche se qualcosa, malauguratamente, dovesse andare per il verso storto. Difficilmente, però, si trovano centri abitati in cui si festeggiano, contemporaneamente, più santi patroni. Ciò è quanto avviene a Galati Mamertino, piccolo centro del messinese arroccato su uno sperone che domina la Valle del Fitalia, sui Monti Nebrodi, ricco di emergenze architettoniche ed artistiche, oltre che di una rigogliosa natura. Qui gli abitanti hanno voluto fare le cose in grande e porsi sotto la tutela di ben tre santi: San Rocco, San Giacomo e il Santissimo Crocifisso. Necessario era, dunque, strafare anche nell'organizzazione dei festeggiamenti, prolungandoli per più giorni consecutivi, e fissandoli dal ventitré al ventisei agosto.
I festeggiamenti, in modo congiunto, di San Rocco, San Giacomo e del Santissimo Crocifisso, stante a quanto affermano alcuni studiosi di storia locale, hanno un’origine recente. Questi, infatti, li fanno risalire al 1860 per celebrare la liberazione del Regno Borbonico e l’Unità al Regno d’Italia. Altri, invece, li vogliono più antichi, risalenti al XVIII secolo. Molto probabilmente, però, la festa si è svolta sino al 1860 in tono minore e magari saltuariamente, mentre a partire da quell’anno ricevette nuovo impulso sino a divenire la festa religiosa più importante della cittadinanza.
Oggi i festeggiamenti si caratterizzano per le diverse processioni che si svolgono sempre con grande concorso di fedeli.
Si inizia il ventitré sera quando il simulacro di San Rocco viene trasferito dalla Chiesa del Rosario, dove abitualmente è custodito, alla Chiesa Madre. L’indomani è la volta della processione con i simulacri di San Rocco e San Giacomo. Verso mezzogiorno, vengono fatti uscire dalla Chiesa Madre e portati in giro lungo alcune tra le più caratteristiche vie del centro urbano.
Il venticinque, centro dei festeggiamenti diviene la Chiesa di Santa Caterina, luogo di culto dove si custodisce un bel Crocifisso di Frate Umile Pintono da Petralia considerato, a ragione, uno dei capolavori dell’artista madonita e che la tradizione popolare, forse proprio per la sua espressività, vuole ultimato da mani divine.



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