I festeggiamenti, in modo congiunto, di San Rocco, San Giacomo e del Santissimo Crocifisso, stante a quanto affermano alcuni studiosi di storia locale, hanno un’origine recente. Questi, infatti, li fanno risalire al 1860 per celebrare la liberazione del Regno Borbonico e l’Unità al Regno d’Italia. Altri, invece, li vogliono più antichi, risalenti al XVIII secolo. Molto probabilmente, però, la festa si è svolta sino al 1860 in tono minore e magari saltuariamente, mentre a partire da quell’anno ricevette nuovo impulso sino a divenire la festa religiosa più importante della cittadinanza.
Oggi i festeggiamenti si caratterizzano per le diverse processioni che si svolgono sempre con grande concorso di fedeli.
Si inizia il ventitré sera quando il simulacro di San Rocco viene trasferito dalla Chiesa del Rosario, dove abitualmente è custodito, alla Chiesa Madre. L’indomani è la volta della processione con i simulacri di San Rocco e San Giacomo. Verso mezzogiorno, vengono fatti uscire dalla Chiesa Madre e portati in giro lungo alcune tra le più caratteristiche vie del centro urbano.
Il venticinque, centro dei festeggiamenti diviene la Chiesa di Santa Caterina, luogo di culto dove si custodisce un bel Crocifisso di Frate Umile Pintono da Petralia considerato, a ragione, uno dei capolavori dell’artista madonita e che la tradizione popolare, forse proprio per la sua espressività, vuole ultimato da mani divine.