AREE PROTETTE

PARCO NATURALE DELLE MADONIE

Flora

© Testo e foto: Vincenzo Anselmo






Le Madonie hanno attratto da sempre la curiosità dei più grandi naturalisti e botanici. Lojacono-Poiero scriveva che le Madonie «dànno alla Flora Sicula quel lustro che giustamente gode fra le Flore del mediterraneo». Il Parlatore, ancora, che «la ricchezza delle Piante (delle Madonie) ha sempre attirato l'attenzione e l'avidità, sovente insaziabile, del botanico viaggiatore».
Il motivo di tanto interesse è da ricercare nel fatto che un piccolo lembo di terra ospita, a poca distanza l'una dall'altra, se non addirittura una accanto all'altra, piante tipiche di più continenti o, ancora, endemiche, cioè esclusive del luogo.
Tra quest'ultime il caso più emblematico è rappresentato dall'abete delle Madonie (Abies nebrodensis), appena 30 individui naturali nel mondo localizzati nel Vallone Madonna degli Angeli, in territorio di Polizzi Generosa, cui fanno bella compagnia altri endemismi quali l'astragalo dei Nebrodi, la viola dei Nebrodi, l'alisso dei Nebrodi, la ginestra di Cupani, il lino delle fate siciliano, il cardo di Boccone.
Vasta la copertura forestale anche se interessa quasi esclusivamente il versante settentrionale dove, protetta dai venti caldi del sud, riesce a trarre beneficio dalle correnti cariche di umidità provenienti dal nord. Qui si trovano i rigogliosi boschi di Cava, Sugheri e Vicaretto (Geraci Siculo), Sempria (Castelbuono), Pomieri (Petralia Sottana), Volpignano (Collesano), Montaspro (Isnello), San Giorgio (Gratteri). Sul versante meridionale, invece, solo brevi e discontinui lembi frutto, per lo più, di rimboschimenti effettuati a partire dagli anni '50 del Novecento. Situazione un po' diversa per le zone più alte dove ad ampie aree spoglie si alternano formazioni diradate e fitti boschi.
A dare fisionomia a queste formazioni sono specie tipiche del clima mediterraneo (leccio, roverella, sughera) ma anche continentale (faggio e rovere).
Il faggio, particolarmente diffuso nell'Europa centro-settentrionale, qui raggiunge il suo estremo limite sud-occidentale. Esso ricopre gran parte delle vette più alte trovando le migliori condizioni di vegetazione tra i 1600 e i 1800 metri di altitudine. Generalmente discontinuo, forma estese formazioni boschive lungo le pendici di Monte Mùfara, attorno al Monte San Salvatore, nel Massiccio dei Cervi e sul Carbonara.
A quote decisamente più basse si trova il leccio, pianta mediterranea che raggiunge il suo optimum tra i 400 e i 1000 metri anche se sulle Madonie è possibile riscontrarlo a quote più basse e, fatto ancora più interessante, fin quasi i 1700 metri. Questo si verifica sul versante orientale del Carbonara dove colonizza, anche se in modo discontinuo, le pareti rocciose che precipitano su Piano Zucchi, ma anche lungo il Vallone Madonna degli Angeli dove, fatto probabilmente unico, convive con il faggio colonizzando il primo il versante esposto a sud e l'altro quello esposto a nord.
Nella stessa fascia altitudinale generalmente occupata dal leccio, si riscontrano vaste formazioni di sughera spesso mista ad altre specie ma in qualche caso anche in forma monospecifica come nel bosco Sugheri.
Rilevante la presenza di roverella, pianta dall'areale molto vasto che dà vita ad ampie formazioni boschive, spesso in associazione ad altre specie. Tra i più significativi boschi a roverella, si ricorda quello di Piano Farina e Pomieri. Qui, tra l'altro, si può ammirare anche un'importante formazione a rovere, pianta giunta in Sicilia durante l'ultima glaciazione ed oggi rilegata quasi esclusivamente su questi monti.
Sempre a Pomieri, è di notevole interesse la formazione di agrifoglio, estesa circa mille ettari. Ma più importante e spettacolare, in questo caso per la monumentalità delle piante, risulta essere il bosco di agrifoglio di Piano Pomo. Qui diverse piante, che si stima raggiungono i 300 anni di età, superano i 14 metri di altezza formando un rigoglioso bosco dove la stessa luce solare difficilmente riesce a filtrare le fitte fronde.
Associate alle specie su descritte, spesso si riscontrano anche bei esemplari di acero montano, acero campestre, acero minore, olmo montano, orniello, pioppo, corbezzolo e perastro.
Ad ampliare la copertura forestale, specie nei pressi dei centri abitati e lungo le valli alluvionali e la costa, contribuiscono in modo rilevante specie arboree coltivate come il nocciolo, il frassino da manna, il castagno, gli agrumi, l'ulivo, il mandorlo.

« Maggio 2007»


LINK SPONSORIZZATI